la piscina di siloe

SAN GIUSEPPE. BEATO CHI ABITA LA CASA DEL SIGNORE
Beato chi abita nella tua casa, Signore, senza fine canta le tue lodi.
È il versetto che ci ha introdotto all’ascolto del Vangelo: abitare la casa del Signore per cantare le sue lodi. Questa è beatitudine, questa è gioia vera. Abitare la casa del Signore per vivere secondo la mentalità del vangelo, ogni giorno della vita ed ogni momento della giornata. Ecco perché la lode al Signore non ha fine!
Certamente S. Giuseppe ha abitato, anzi abita, la casa del Signore e in questi giorni ci ha fatto gustare la bellezza di abitare la casa del Signore poiché insieme a lui, abbiamo cantato le lodi del Signore.
Grazie, perché i fiori così belli che avete posto dinanzi a San Giuseppe, la processione per le vie del paese, dicono il nostro grazie a San Giuseppe, uomo giusto e fedele per quanto ci ha donato e ci ricordano che gli inizi della nostra redenzione sono stati affidati proprio alla premurosa custodia di San Giuseppe.
La nostra redenzione, la nostra salvezza è quel Bambino che Gesù tiene per mano.
E il vangelo che abbiamo ascoltato ci ha raccontato proprio gli inizi della nostra redenzione.
Maria, prima che andasse a vivere con Giuseppe, è in attesa di un Bambino, di Gesù; il Bambino che l’angelo le aveva annunciato. Giuseppe non sa cosa fare, certamente non desidera denunciare pubblicamente Maria perché l’avrebbe sottoposta alla lapidazione ma nello stesso tempo non vuole smettere di essere uomo giusto davanti a Dio.
Una certezza ha Giuseppe: ama Maria e desidera essere uomo giusto. Ma per realizzare tutto questo deve sognare, deve lasciare tempo e spazio a Dio.
Ed ecco in sogno un angelo che parla a Giuseppe: non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.
Giuseppe è uomo giusto perché permette al Padre buono che è nei cieli di realizzare il suo disegno di salvezza.
Così possiamo leggere nei Discorsi di San Bernardino di Siena:
San Giuseppe è l’uomo giusto ed eletto per mezzo del quale e sotto il quale Cristo fu introdotto nel mondo in modo ordinato e onesto. Egli segna la conclusione dell’Antico Testamento e in lui i grandi Patriarchi e Profeti conseguono il frutto promesso. Se, dunque, tutta la santa chiesa è debitrice alla Vergine Madre, perché fu degna di ricevere Cristo per mezzo di lei, così in verità dopo di lei deve a Giuseppe una speciale riconoscenza e riverenza.
Davvero in san Giuseppe troviamo l’inizio della nostra redenzione, la nostra salvezza.
San Giuseppe è uomo giusto perchè nella sua vita più di una volta ha messo da parte i suoi piani, i suoi progetti per far spazio all’opera di Dio, alla volontà di Dio: così si prende cura di Maria e del Bambino perché crede nella parola dell’angelo.
E noi? Amiamo il Vangelo? Amiamo Gesù, quel bambino che San Giuseppe ci dona?
Non scoraggiamoci se scopriamo nel nostro intimo di amare poco il vangelo, di amare poco Gesù, quel bambino che San Giuseppe ci dona. Non importa quanto noi amiamo Gesù. Il suo amore per ciascuno di noi non dipende dal nostro amore ma dal suo cuore, dal suo amore infinito, misericordioso, capace di dare sempre senza mai aspettarsi niente in cambio.
Forse Gesù ha imparato questo anche dall’esempio di san Giuseppe, il suo Padre terreno che ha donato tutta la sua vita a Maria per la vita stessa di Gesù.
E mentre facciamo gli auguri a tutti i papà auguriamo loro di imitare San Giuseppe e di prendersi cura sempre donandosi pienamente dei figli, della sposa. Così annunciamo il Vangelo e così dimostriamo di amare il Vangelo!
Sforziamoci tutti di imitare san Giuseppe, anzi nella nostra preghiera quotidiana invochiamo lo Spirito santo perché ci renda capaci di fare quanto il Signore ci ordina: prenderci cura dell’altro, far spazio nella nostra vita a colui che il Signore ci pone accanto perchè grembo, ancora oggi, del Figlio di Dio, di Dio stesso.
Davvero è festa grande quella di san Giuseppe e, se volete, ci rimette sulla buona strada nel nostro cammino quaresimale indicandoci la strada da compiere per giungere alla Pasqua del Signore.
Voi genitori prendetevi cura dei vostri figli, sempre! Riprogrammate o sprogrammate le vostre giornate e donate loro il vostro tempo e riempite la loro vita del vostro amore.
Voi figli prendetevi cura dei vostri genitori, sempre! Riprogrammate o sprogrammate le vostre giornate e donate loro il vostro tempo e riempite la loro vita del vostro amore.
Tu sposo prenditi cura della tua sposa e tu sposa prenditi cura del tuo sposo! Riprogrammate o sprogrammate le vostre giornate e donatevi vicendevolmente e con abbondanza il vostro tempo e riempite la vostra vita dell’amore.
Prendiamoci cura con tutto noi stessi di quanti il Padre ci pone accanto perché fratelli e nella potenza dello Spirito riprogrammiamo o spogrammiamo le nostre giornate: con San Giuseppe saremo cooperatori fedeli al compimento dell’opera di salvezza.
Omelia per la Parrocchia di Polizzi Generosa.
Salve, custode del Redentore,
e sposo della Vergine Maria.A te Dio affidò il suo Figlio;
in te Maria ripose la sua fiducia;
con te Cristo diventò uomo.
O Beato Giuseppe,
mostrati padre anche per noi,
e guidaci nel cammino della vita.
Ottienici grazia,
misericordia e coraggio,
e difendici da ogni male.Amen.
(Papa Francesco, Patris Corde)
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- 2 PREDICA QUARESIMA. ANDARE OLTRE. LA LIBERTÀ DELLO SPIRITO. Padre Roberto Pasolini
- IV QUARESIMA. CAPACI DI ABBRACCIO [ANNO C]
- III QUARESIMA. CONVERTIRE I CUORI [ANNO C]
- 1 PREDICA QUARESIMA. LA LOGICA DEL BATTESIMO. Padre Roberto Pasolini
- SAN GIUSEPPE. BEATO CHI ABITA LA TUA CASA [ANNO C]
- II QUARESIMA. SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE. [ANNO C]
- ETERNI, NON IMMORTALI. Padre Roberto Pasolini
- RINASCERE. Padre Roberto Pasolini
- VIVENTI O MORENTI. Padre Roberto Pasolini
- LA SECONDA MORTE. Padre Roberto Pasolini
Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
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